In un’epoca in cui la transizione ecologica è diventata una priorità globale, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano una delle innovazioni più interessanti e promettenti per ridurre l’impatto ambientale, abbattere i costi in bolletta e promuovere la partecipazione attiva dei cittadini alla produzione di energia pulita. Ma cosa sono esattamente le CER e perché conviene aderire a questo modello?
Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili
Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono aggregazioni di persone fisiche, enti pubblici o imprese che si uniscono per produrre, condividere e consumare energia rinnovabile localmente, in modo autonomo e sostenibile.
La loro nascita è stata promossa dall’Unione Europea, che con le Direttive RED II ha voluto incoraggiare modelli di autoconsumo e decentralizzazione energetica. In Italia, sono state introdotte grazie al Decreto Milleproroghe 2020, con un quadro normativo in continua evoluzione.
Come funzionano le CER
Il funzionamento delle Comunità Energetiche si basa su impianti fotovoltaici condivisi, installati su edifici pubblici, condomini, terreni agricoli o capannoni industriali. L’energia prodotta può essere utilizzata direttamente dai membri della comunità, creando un sistema di autoconsumo collettivo che massimizza l’efficienza energetica e i vantaggi economici.
I soggetti coinvolti
Una CER può essere composta da:
- Cittadini privati
- Comuni e amministrazioni locali
- Imprese, PMI e cooperative
- Scuole, parrocchie e associazioni
Tutti i membri condividono l’obiettivo di utilizzare energia pulita e locale, ottenendo benefici ambientali, economici e sociali.
Il ruolo del GSE e della normativa
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) è l’ente responsabile della gestione dei flussi energetici e della remunerazione dell’energia condivisa. Grazie alla delibera ARERA e agli incentivi previsti dal PNRR, oggi le CER sono sostenute da contributi economici e da agevolazioni fiscali molto vantaggiose.
Perché conviene far parte di una Comunità Energetica
Risparmio in bolletta
Aderire a una CER consente di ridurre significativamente i costi dell’energia grazie all’autoconsumo dell’energia prodotta e agli incentivi riconosciuti dal GSE, fino a 100 €/MWh per l’energia condivisa.
Vantaggi ambientali
Le CER contribuiscono a ridurre le emissioni di CO₂, promuovendo un uso responsabile delle risorse naturali e incentivando la diffusione delle energie rinnovabili (soprattutto solare fotovoltaico).
Benefici sociali e territoriali
Le Comunità Energetiche rafforzano il tessuto sociale e stimolano lo sviluppo locale, creando posti di lavoro, valorizzando le risorse del territorio e riducendo la povertà energetica.
Chi può aderire a una CER
Uno degli aspetti più interessanti delle CER è che chiunque può partecipare: non è necessario essere proprietari di un impianto fotovoltaico, basta avere un contatore attivo nella stessa area sottesa alla cabina primaria in cui si trova l’impianto di produzione.
In particolare, possono partecipare:
- Famiglie e singoli cittadini
- Piccole e medie imprese
- Enti territoriali
- Cooperative ed enti del terzo settore
Le opportunità del PNRR per le CER
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha stanziato oltre 2,2 miliardi di euro per promuovere le CER nei Comuni sotto i 5.000 abitanti. Questi fondi sono destinati:
- All’installazione di impianti fotovoltaici
- All’acquisto di batterie per l’accumulo
- All’adeguamento delle reti locali
Una spinta importante per accelerare la transizione energetica e rendere l’Italia più indipendente sul piano energetico.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano un’opportunità concreta per risparmiare, aiutare l’ambiente e partecipare attivamente alla transizione ecologica. Oggi, grazie alla normativa favorevole, agli incentivi del GSE e ai fondi del PNRR, non è mai stato così facile creare o aderire a una CER.
Scegliere questo modello significa entrare a far parte di un nuovo paradigma energetico, dove cittadini, enti e imprese diventano produttori e consumatori attivi di energia pulita.


